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  • La Nuova Accademia Internazionale d’Arte Drammatica, diretta da Alvaro Piccardi, è stata una attività triennale di formazione teatrale rivolta ad aspiranti attori e attrici che intendevano acquisire specifiche competenze ed abilità nell’ambito artistico, dello spettacolo e del teatro.

    L’Accademia si è interposta tra una sempre crescente domanda da parte di numerosi e appassionati giovani e un’offerta formativa di varia complessità; soprattutto ha voluto rispondere alle necessità di una formazione efficace in riferimento alle richieste di un mercato sempre più diversificato, superando le differenze tra la recitazione teatrale e quella cinematografica.

    Grazie a docenti qualificati ed esperti, l’Accademia ha visto nel triennio oltre cinquanta allievi completare il percorso formativo e alcuni di essi hanno avuto subito l’occasione di operare nel settore teatrale, facendosi notare per preparazione e professionalità.

    Il saggio condotto dal regista Gabriele Lavia ha dato all’Accademia e agli allievi una forte risonanza in ambito nazionale, favorita anche alla collaborazione con il Teatro della Pergola di Firenze.

    Alvaro Piccardi

    Attore e regista, debutta in teatro con la compagnia di Ernesto Calindri ne Il cadetto Wislow di T. Rattigan e in L’uomo, la bestia e la virtù di L. Pirandello con la compagnia Valli-Buazzelli-Grassilli. E’ protagonista dello sceneggiato televisivo L’isola del tesoro per la regia di A. G. Majano. Partecipa come interprete a numerose commedie, sceneggiati televisivi e film, fra cui Italian secret service (Luigi Comencini, 1968) e L’ospite (Liliana Cavani, 1972).

    Debutta nella regia con Il concerto di Renzo Rosso, con le musiche di Nicola Piovani. Fra le sue regie: Otello di W. Shakespeare con Vittorio Gassman; Il bugiardo di Goldoni con Pagliai-Gassman. Inoltre realizza diverse regie di opere liriche: Mahagonny di Brecht-Weill; Il telefono di G. Menotti; Così fan tutte di Mozart; Morte nell’aria di G. Petrassi; Bohème di G. Puccini e Il barbiere di Siviglia di G. Rossini.

    Insegna recitazione ed improvvisazione teatrale a: Bottega teatrale di Firenze diretta da V. Gassman; Scuola di Teatro di Bologna; Laboratorio di esercitazioni sceniche di Roma diretto da G. Proietti; Accademia dei Filodrammatici di Milano; I.N.D.A di Siracusa; M.T.M; Scuola Civica del Comune di Milano; Accademia d’Arte Drammatica della Calabria.

    Nel 1997 diventa direttore della Scuola di Teatro “Giusto Monaco” e nel 1999 titolare della cattedra di insegnante delle maschere della Commedia dell’Arte all’Accademia Nazionale di Varsavia, diretta da Ian Englert. Dal 2002 è docente di recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia; organizza laboratori di alta specializzazione per attori professionisti, condotti da Lindsay Kemp, Karpov, Marilyn Fried, Steven Berkoff. Dal 2005 è direttore artistico dell’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli.

  • Q Academy ha realizzato un progetto di formazione nell’ambito del Teatro Sociale e Patologico con la finalità di attuare percorsi verso il miglioramento del benessere psicofisico dei partecipanti, questi ultimi intesi sia come normalmente abili che diversamente abili, includendo nelle disabilità tutte le forme di patologie fisiche e psichiche conosciute.

    I destinatari più importanti dell’attività, diretta da Antonio Calenda, sono stati soggetti che vivono una condizione di diversità o difficoltà, sia a livello comportamentale e sociale, che psicofisico.

    Il corso si è sviluppato in:

    • 100 ore di Teatro Patologico con la direzione di Dario D’Ambrosi. Al termine del corso è stato realizzata una performance.
    • 50 ore di Danza Movimento Terapia suddivise in incontri settimanali durante il quale gli allievi saranno guidati nella sperimentazione del corpo in movimento dalla coreografa Jaqueline Bulnes, già prima ballerina della Scuola Martha Graham.

    Antonio Calenda

    Laureato in Filosofia del diritto con una tesi incentrata su un un’opera di Eschilo, l’Orestea, della quale analizzava il concetto di giustizia, fonda nel 1965 a Roma il Teatro Sperimentale Centoeuno, con Gigi Proietti e Virginio Gazzolo, esperienza alla quale prendono parte Piera Degli Esposti e Francesca Benedetti, che saranno poi tra le attrici del Teatro Stabile dell’Aquila che Calenda dirigerà per un periodo non continuativo di nove anni complessivi.

    Regista eclettico, valido direttore di attori che ha spesso contribuito a scoprire, si è dedicato preferibilmente ad autori moderni e contemporanei come W. Gombrowicz , J. Genet ,E. Bond , P. Shaffer , F. Brusati, Eric-Emmanuel Schmitt. con ‘Na sera ‘e Maggio (1983), imperniato sulla omonima famiglia di teatranti partenopei, e Cinecittà (1984), dedicato all’avanspettacolo, ha concorso al recupero della tradizione del teatro popolare. Per il cinema ha diretto Il giorno del furore (1973) e per la televisione lo sceneggiato Signora Ava (1975, dal romanzo di F. Jovine). Direttore negli anni Settanta del Teatro stabile dell’Aquila, e dal 1995 del Teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia, è attivo anche alla radio. Dal 1995 è direttore del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e nel 2010 è stato nominato Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Nel 2012riceve dall’Istituto nazionale del dramma antico il premio Eschilo d’Oro

  • Le motivazioni che hanno spinto l’Accademia a lavorare sugli affascinanti temi delle diversità e della follia sono stati scelti soprattutto per finalità didattiche: si è ritenuto necessario far confrontare gli allievi del III anno dell’Accademia con temi che favorissero un completamento ed un approfondimento su questioni specifiche sia in termini puramente formativi che esperienziali. L’attore deve saper cogliere, attraverso l’osservazione e l’ascolto, il mondo che lo circonda, nelle sue sfumature più varie, nella diversità e unicità di ogni individuo. Deve saper riconoscere le differenze esistenziale (psichiche, ideologiche, emotive, fisiche, etc.) e deve imparare a rappresentarle nella maniera più consona ed adeguata.

    Per questa ragione sono stati individuati due docenti di prim’ordine, Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico, per la parte più relativa alle differenze culturali e psicofisiche, e Jacqueline Bulnes, coreografa, per lo studio del gesto corporeo e la rappresentazione delle diversità tramite il movimento scenico.

    Dario D’Ambrosi

    Tra i maggiori artisti d’avanguardia italiani, autore, regista e attore, D’Ambrosi porta avanti da oltre trent’anni la sua personale ricerca sulla follia sviluppando trasposizioni teatrali tra le più interessanti della scena italiana e internazionale. Mostra grande interesse per il teatro e per le malattie mentali, facendosi internare per tre mesi all’Istituto Psichiatrico Paolo Pini di Milano per tre mesi, allo scopo di studiare il comportamento dei degenti, e da qui nasce l’idea del cosiddetto Teatro Patologico.

    Trasferitosi giovanissimo a New York negli anni’70 incontra Ellen Steward, fondatrice del Cafè La Mama, dove esordisce con il monologo Tutti non ci sono, rimasto allora in cartellone per mesi. Qui avrà occasione di incontrare i mostri sacri dell’avanguardia e artisti come Robert De Niro, Andy Wharol, Lou Reed, o Pina Baush.
    Tutti non ci sono, La trota, I giorni di Antonio, Il ronzio delle mosche, Allucinazioni da psicofarmaci, Cose da pazzi, Il principe della follia, Il nulla, Frusta-azioni, Un regno per il mio cavallo (tratto dal Riccardo III di Shakespare) sono alcuni titoli degli spettacoli più significativi di Dario D’Ambrosi, rappresentati nelle maggiori città italiane, negli Stati Uniti a New York, Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, Detroit e, in Europa, a Barcellona, Amsterdam, Monaco.

    Come attore D’Ambrosi lavora per il cinema e la televisione. All’attivo ha interpretazioni a fianco di artisti quali Anthony Hopkins, Jessica Lange, Ben Gazzara, Sergio Castellitto, Dario Fo. Ha lavorato sotto la regia di Mel Gibson nel film La passione di Cristo e diretto lui stesso film e cortometraggi.