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PAV

PAV collabora con artisti e istituzioni nell’ideazione e realizzazione di progetti culturali. Dalla sua fondazione nel 2000 a Roma, PAV si è specializzata in produzioneorganizzazione e amministrazione di festivalrassegnespettacoli e convegni. Lavora in maniera trasversale con istituzioni nazionaliteatriambasciatecompagnie e singoli artisti, combinando progetti di rilevanza istituzionale ad un monitoraggio e supporto continuo alla scena indipendente. Queste differenti aree di azione hanno sempre dialogato e interagito tra loro in maniera naturale: tale interazione si è rivelata una risorsa decisiva in molti progetti e in generale nell’intero percorso lavorativo che si è andato strutturando grazie a tali connessioni. Da segnalare inoltre il lavoro di organizzazione e supporto per il Centro Teatrale Santa Cristina – fondato da Luca Ronconi e oggi diretto da Roberta Carlotto – per l’alta formazione attoriale.
PAV è riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo come organismo di Promozione dal 2013 e per il triennio 2015-2017 ai sensi del D.M. 1 luglio 2014 Art. 43; inoltre è capofila del progetto europeo “Fabulamundi. Playwriting Europe”, finanziato prima dal Programma Cultura 2007-2013 della Commissione Europea e poi, a partire dal 2015, dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea.
Dal 2013 PAV è socio CAE – Culture Action Europe e dal 2014 aderisce al progetto d’integrazione “Brokering Migrants’ Cultural participation” (MCP Broker), volto a stimolare la partecipazione culturale degli immigrati e a incrementare la capacità d’interazione delle istituzioni pubbliche locali.

Cooperativa Il Sicomoro

Nata nel 2002 collabora stabilmente con la Caritas di Matera Irsina, ispirandosi ai valori dello statuto della Caritas italiana e della Carta di impegno etico e di Federsolidarietà.

Il sicomoro è l’albero che nell’episodio evangelico della chiamata di Zaccheo diventa il mezzo grazie al quale Zaccheo, piccolo di statura e sovrastato dalla folla, riesce a mettersi in relazione con Gesù.

Oltre a servizi per favorire l’inserimento lavorativo, sono stati sviluppati i servizi di assistenza agli anziani, alla realizzazione di interventi di politiche attive nel lavoro, di accompagnamento per fasce deboli, accoglienza per i richiedenti asilo e i rifugiati.

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Teatro delle Albe

Il Teatro delle Albe – Ravenna Teatro fondato nel 1983 da Ermanna Montanari e Marco Martinelli, che ne curano la direzione artistica, insieme a Luigi Dadina e Marcella Nonni, si è affermata come una delle più importanti realtà sul piano nazionale e internazionale, che individua nell’attore, la drammaturgia e l’alchimia dei linguaggi scenici alcuni dei nodi di pensiero che ne caratterizzano fortemente la poetica.

Nel 1988 la compagnia acquisisce al suo interno dei griots senegalesi: Mandiaye N’Diaye (“colonna” africana della compagnia), Mor Awa Niang e El Hadji Niang. La formazione diventa afro-romagnola, e pratica un originale meticciato teatrale che coniuga drammaturgia e danza, musica e dialetti, invenzione e radici.

Tra gli spettacoli che hanno fortemente segnato il percorso della compagnia, caratterizzati da coproduzioni e collaborazioni con festival e teatri italiani e europei e insigniti di premi e riconoscimenti internazionali: Ruh. Romagna piu’africa uguale (1988), All’inferno! (1996), I Polacchi (1998) 2 Golden Laurel al Festival Internazionale “Mess” di Sarajevo, L’isola di Alcina (2000) premio Ubu come miglior attrice, Sogno di una notte di mezza estate (2002), La mano (2005), Sterminio (2006) 4 Premi Ubu, Rosvita (2008) premio Ubu come miglior attrice, L’Avaro (2010), Rumore di acque (2010) patrocinio di Amnesty International, PANTANI (2012) premio Duse come miglior attrice, Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (2014) patrocinio di Amnesty International, LUᚢ (2015) prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con il Teatro delle Albe-Ravenna Teatro.

Aesvi

AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) è l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi che rappresenta i produttori di console, gli editori e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia. 

L’Associazione nasce nel 2001 per iniziativa di un gruppo di publisher presenti sul territorio italiano con lo scopo di rappresentare, promuovere e tutelare gli interessi collettivi del settore presso le istituzioni. Alla fine del 2003 entrano a far parte dell’Associazione i tre grandi produttori di hardware per videogiochi: Sony Computer Entertainment, Nintendo e Microsoft, conferendo all’Associazione una rappresentatività completa del mercato di riferimento. AESVI conta attualmente quaranta nove soci, che si distinguono tra soci hardware, soci software e soci developer.

A livello internazionale AESVI aderisce dal 2002 all’Associazione di categoria europea ISFE (Interactive Software Federation of Europe) con sede a Bruxelles e dal 2005 è membro del Board of Directors della medesima. Dal 2010 è socio aggregato di Confindustria Cultura Italia, la Federazione Italiana dell’Industria Culturale.

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Teatro della Toscana

La Fondazione Teatro della Toscana nasce nel 2015 con lo scopo di mantenere, tutelare e valorizzare il patrimonio monumentale, storico e culturale del Teatro “La Pergola” di Firenze, la cui proprietà, dopo lo scioglimento nel 2010 dell’Ente Teatrale Italiano che lo gestiva, era passata alla Fondazione Teatro della Pergola, costituita dal Comune di Firenze e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. L’obiettivo è quello di creare un Centro Internazionale di Cultura teatrale che coniughi attività di formazione, attività di valorizzazione delle lingue nazionali ed attività di Archivio, sia bibliografico che audiovisivo.

Il Teatro della Toscana è una realtà che si propone di mettere insieme competenze e progetti appartenenti a geografie artistiche e culturali diverse (Teatro della Pergola, Teatro Niccolini, Teatro Studio Mila Peralli di Scandicci, Teatro Era di Pontedera) in una piattaforma comune con coordinate definite e con un meccanismo societario duttile e rapido.

La programmazione artistica è improntata alla creazione di un’unica nuova identità.
Da un lato, il grande teatro di tradizione, con l’utilizzo di spazi teatrali che hanno ospitato la grande prosa italiana e i grandi protagonisti dell’Ottocento e del Novecento, dove vengono create produzioni e progetti aperti ad un vasto pubblico, con alcuni fra gli artisti tra i più stimati e riconosciuti, una struttura comunque da sempre luogo di sperimentazione, di movimento, di ricerca, in un complesso che è esso stesso attraverso i suoi spazi fisici (antiche sale degli scenografi, sale ballo, vicoli, scenografia, ecc.) la rappresentazione vivente del ‘farsi del teatro’ nei secoli.

Dall’altro le produzioni di ricerca italiane e internazionali, progetti di lavoro rivolti a sperimentare un diverso rapporto tra spettatore e teatro, rassegne multidisciplinari con un ampio spazio dato alle nuove generazioni (autori e gruppi) oltre a un lavoro di alta formazione per artisti e gruppi di teatro.

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