“Non scordiamoli mai – disse – i buoni insegnamenti, quelli dell’arte greca.
Sempre l’azzurro di fianco al quotidiano. Di fianco all’uomo:
l’animale e l’oggetto –
un braccialetto al braccio della dea nuda; un fiore caduto al suolo.
Ricordate le belle raffigurazioni sui nostri vasi di terracotta –
gli dèi con gli uccelli e gli animali, e insieme la lira, un martello, un pomo, la cassa, le tenaglie;
ah, e quella poesia in cui il dio, finito il suo lavoro, tira dal fuoco i mantici, raccoglie gli attrezzi uno per uno nella sua cassa d’argento; poi, con una spugna, s’asciuga il viso, le mani, il collo muscoloso e l’irsuto petto.
Così, pulito e ordinato, esce la sera, appoggiandosi sulle spalle degli adolescenti d’oro – opera delle sue mani dotate di forza, pensiero e voce; esce per strada, più maestoso di tutti, il dio claudicante, il dio lavoratore”.
Ghiannis Ritsos, Azzurrità

Un progetto speciale del MIBACT, prodotto da Q Academy, con il patrocinio di INDA. Istituto Nazionale Teatri Antichi, in collaborazione con ArcheoFrame

La nostra cultura, la cultura contemporanea, porta con sé –  spesso senza neppure accorgersene – la grande eredità del passato. Di un passato lontano quasi duemila anni, ma che aveva saputo cogliere con l’arte il senso profondo dell’essere umano.
Questa eredità è sotto i nostri occhi e nel nostro modo di pensare. E questa è una ricchezza straordinaria dell’Italia, forse in maniera superiore agli altri paesi del Mediterraneo che questa cultura hanno condiviso nei secoli.
Per rendersene conto basta guardare ai moltissimi teatri greci e romani che si trovano nella nostra penisola. Molti sono famosi, moltissimi quasi dimenticati. Recuperarli è importante per restituire ai nostri territori la consapevolezza della loro storia e del valore culturale di cui sono portatori. Per questo un progetto che porti nei teatri antichi uno spettacolo capace di riproporre alla nostra contemporaneità i grandi miti e gli eroi classici è lo strumento più indicato, se unito ad un racconto dei luoghi che ne favorisca la conoscenza e ne valorizzi il lascito.

Il progetto, realizzato tra giugno e luglio 2017,  sviluppa modalità efficaci di valorizzazione del patrimonio teatrale archeologico per coinvolgere pubblici differenti, locale nazionale e internazionale. A tal fine si avvale della collaborazione di ArcheoFrame (Laboratorio di Valorizzazione e Comunicazione del Beni Archeologici) dell’Università IULM di Milano, che da anni svolge attività progettuali e di sperimentazione sulla valorizzazione, comunicazione e divulgazione del beni culturali dell’area mediterranea.
Ogni teatro viene raccontato prima dello spettacolo da un attore che ne teatralizza le vicende storiche per dare poi la parola allo spettacolo. D’intesa con le Soprintendenze saranno promosse visite guidate all’intera area archeologica.
Il progetto speciale si inserisce all’interno delle iniziative di valorizzazione portate avanti dalle Soprintendenze di riferimento, collaborando con esse e con gli eventuali concessionari dei siti.

Gli spettacoli

La nascita di Roma

testi a cura di Andrea Carandini, letti da Anna Bonaiuto e Massimo De Francovich
interpretati da Andrea Carandini
serata a cura di Luca Bargagna
con la partecipazione di Chiara Burattini al violoncello

Sul palcoscenico un grande archeologo e affabulatore, Andrea Carandini insieme ad Anna Bonaiuto e Massimo De Francovich ha trasformato la leggenda della nascita di Roma in un vero e proprio story telling, in occasione dei 2000 anni dalla morte di Tito Livio. Un testo inedito capace di emozionare e coinvolgere il pubblico di appassionati e non, in una cornice suggestiva. Tra storia e mito, uno degli atti fondativi della civiltà occidentale, come succede solo quando vede la luce non un semplice insediamento di capanne non lontano dalle rive del Tevere, ma una urbedestinata a passare alla storia come “eterna”.

La cantata della grecità

da “Quarta Dimensione ” di Ghannis Ritsos e da Omero ed Euripide
a cura di Moni Ovadia e con la collaborazione di  Luciano Canfora

con Moni Ovadia e musica dal vivo con
Stefano Albarello: qanun,
Dimitris Kotsiouros: bouzouki e baglamas
Paolo Rocca: clarinetto, clarinetto basso
fonico: Mauro Pagiaro

Lo spettacolo parte dai testi classici e dalla loro rilettura contemporanea del grande poeta greco Ghiannis Ritsos, uno degli autori maggiori del nostro Novecento, capace di trovare una voce autentica, moderna e umanissima agli dei e agli eroi dell’antica Grecia, mostrandoci il mito e il suo  cadere sulla terra.
Moni Ovadia grande narratore e conoscitore delle civiltà e delle storie che dall’antico portano alla modernità, interpreta un testo “cucito” – con l’aiuto di Luciano Canfora, profondo conoscitore della cultura classica – sul tema dei miti e degli eroi antichi.

I luoghi

TEATRO ROMANO DI FIESOLE
TEATRO ROMANO DI FERENTO
TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA
PARCO ARCHEOLOGICO DELLE TERME DI BAIA
PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM
TEATRO ROMANO DI GRUMENTO NOVA

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