Un progetto prodotto da Q Academy con il contributo di Regione Lazio LazioCrea.

Se nel cinema hanno cominciato da tempo a convivere analogico e digitale, il teatro comincia solo ora a muovere i primi passi sul terreno dell’innovazione digitale che apre scenari sfidanti per un’arte che si fonda su codici millenari e che prova ad aprirsi alla rivoluzione di interactive storytelling.

Il progetto prende le mosse per un verso da una delle tecniche teatrali più antiche - l’improvvisazione - e per l’altro dal modus dei giochi di ruolo per un gruppo di giocatori che assumono la parte dei personaggi principali dell’Amleto shakespeariano.

Le sfide sono molte: gli attori sono giocatori, ma sono anche autori, personaggi e spettatori; l’obiettivo finale è noto, ma non lo è il percorso per conseguirlo; è previsto un regista, ma non è il solo a condurre il gioco; è un gioco di conversazione con regole intuitive.

Il workshop intendeva offrire ai partecipanti una serie di spunti (conoscitivi e tecnici) che a partire da una trama rappresentativa della complessità dell’animo umano, l’«Amleto» appunto, aprano a nuove prospettive di interazione regista/ attori / spettatori.

Il workshop si  è articolato in 100 ore prevedendo una serie di lezioni frontali per presentare informazioni base sulle tecniche e i moduli cognitivi del videogioco e dei giochi di ruolo, e una lettura filologica e strutturale del testo Shakespeariano. Infine, una fase di esperienza performativa attraverso la scrittura creativa e l’interpretazione a partire dalle regole applicate del gioco di ruolo.

La direzione scientifica è del regista  Piero Maccarinelli, i docenti sono Luca Giuliano, autore di giochi e professore ordinario di sociologia all'Università degli studi di Roma, La Sapienza e Carlo Longo, drammaturgo

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